Unghia incarnita
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Unghia incarnita in breve
L’unghia incarnita, o onicocriptosi, è una condizione dolorosa (che colpisce più frequentemente l’alluce) nella quale l’unghia penetra nei tessuti laterali del dito, causando infiammazione e talvolta infezione.
Quali sono i sintomi?
Dolore, gonfiore, difficoltà a camminare ed indossare la scarpa.
Come si esegue la diagnosi?
La diagnosi è clinica, eseguita spesso dal medico curante.
Quali sono i trattamenti disponibili?
I trattamenti iniziali includono antibiotici e impacchi locali.
Nelle fasi iniziali l’unghia può essere rieducata attraverso trattamenti podologici; nei casi persistenti si opta per l’intervento chirurgico eseguito in anestesia locale, con rimozione della parte dell’unghia incarnita e l’asportazione di parte della matrice ungueale per prevenire la recidiva. Il recupero è generalmente rapido.
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Cos’è l’unghia incarnita
Con il termine di unghia incarnita si è soliti indicare un’affezione molto comune che colpisce nella maggior parte dei casi le unghie dell’alluce. In realtà è più corretto parlare di “onicocriptosi”, termine di origine greca (onyx = unghia e kryptos = nascosto) che significa unghia “nascosta”.

L’unghia è un annesso cutaneo, formato da cheratina, che origina dalla matrice ungueale, una porzione di periostio dell’ultima falange del dito. In condizioni normali la crescita avviene in modo pressoché rettilineo. Dalla matrice ungueale l’unghia si porta all’esterno e scorre in prossimità del tessuto circostante (perionichio), separata da esso da 2 piccole fessure dette solchi ungueali.
In talune situazioni la crescita dell’unghia può avvenire in modo alterato, essa smette di mantenere un decorso rettilineo, all’interno dei solchi ungueali, ed inizia ad espandersi lateralmente penetrando nel tessuto circostante. Questo processo può interessare uno soltanto dei solchi ungueali o entrambi. È una condizione molto dolorosa che, se trascurata, può portare ad importanti limitazioni alla deambulazione.
Diagnosi
È clinica, eseguita di solito dal medico curante.
Rischi e complicanze
La penetrazione del tessuto da parte dell’unghia alimenta un processo flogistico che si manifesta con arrossamento e dolore. Successivamente si instaurano anche fenomeni infettivi che determinano una suppurazione della zona interessata che spesso richiede un trattamento antibiotico.


Di norma, se l’unghia incarnita viene trascurata, l’alluce va incontro ad infezioni ricorrenti che determinano, a causa del continuo ripetersi dei processi di guarigione, lo sviluppo di tessuto di granulazione esuberante, che a lungo andare forma una tumefazione dolente e facilmente sanguinante che prende il nome di granuloma periungueale.
Fattori predisponenti e prevenzione
Uno dei principali fattori che espongono al rischio di sviluppare un’onicocriptosi è senz’altro quello di una mancata o scorretta cura dell’unghia. In particolar modo è essenziale tagliare periodicamente l’unghia in eccesso in senso trasversale rispetto all’asse principale del dito, in modo tale che gli angoli laterali della rima ungueale rimangano esposti e guidino di conseguenza la corretta ricrescita.

Un errore molto comune, soprattutto nei giovani, è quello di cercare di arrotondare l’unghia dell’alluce, facendole assumere un aspetto analogo a quello dell’unghia del pollice. Così facendo però si smussano erroneamente gli angoli e si creano i presupposti per il processo di incarnimento.
Un altro fattore che facilita lo sviluppo dell’onicocriptosi è l’uso di scarpe strette o rigide, non è un caso, infatti, se questa patologia si presenta più frequentemente nei giovani, assidui utilizzatori di scarpe da ginnastica con punta rigida e nei soggetti che indossano scarpe antinfortunistiche caratterizzate, per loro natura, da un rivestimento anti schiacciamento molto rigido.
Trattamento
Nelle fasi iniziali, il processo flogistico e infettivo può essere contrastato con l’uso di antibiotici, soluzioni locali ammorbidenti, una corretta igiene e l’utilizzo di calzature morbide.
Quando il processo di onicocriptosi si intensifica diventa difficile, per il paziente, riuscire a contrastarlo. In questi casi possono essere messe in atto terapie rieducative dell’unghia effettuate da specialisti del settore come i Podologi.

Quando, dopo alcune sedute di trattamento, il problema continua a ripresentarsi, i sintomi si fanno meno sopportabili ed il granuloma periungueale risulta molto evidente, è necessario prendere in considerazione un trattamento chirurgico.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale in regime ambulatoriale:
• l’infiltrazione di anestetico viene eseguita in modo tronculare, alla base del dito, previa adeguata disinfezione della cute
• Si applica un laccio emostatico allo scopo di limitare il sanguinamento durante la procedura
• Viene asportata la porzione laterale dell’unghia, quella penetrata nel perionichio, e contestualmente si asporta anche il granuloma periungueale.
• Si procede alla rimozione della porzione laterale della matrice ungueale, procedura essenziale per impedire una ricrescita anomala dell’unghia. Questo procedimento può essere eseguito meccanicamente, asportando la matrice con bisturi oppure distruggendola chimicamente utilizzando una soluzione di alcool Fenolo all’88 % (fenolizzazione).
• L’intervento termina, se necessario, con l’applicazione di alcuni punti di sutura e di un bendaggio elastocompressivo.
• Il paziente, a seconda di come viene condotto l’intervento, è in grado di appoggiare normalmente il piede nel giro di 5-10 giorni.

Garantiamo interventi ambulatoriali mininvasivi e massima cura del piede anche per tutti i pazienti provenienti dalle zone di Prato, Lucca, Montecatini ed Empoli che scelgono la nostra sede di Pistoia o Firenze.

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